Ciao a tutti!
Sono Giorgia Borghi e ho 19 anni.
Frequento il quinto anno di liceo classico al suddetto “Legnani” di Saronno 😉 e ormai sono in dirittura d’arrivo!
Amo cucinare, disegnare e soprattutto viaggiare!
Ho deciso nello specifico di partecipare a questa esperienza a Francoforte con l’intento di migliorare la mia “fluency” nella lingua inglese e mettermi in gioco interagendo con un mondo tutto nuovo.
Posso confermare, al termine di questa esperienza, di aver raggiungo questi goals al top!
Com’è stata la tua esperienza di stage?
Direi che è stata davvero un’esperienza positiva. Fin dall’inizio avevo delle buone aspettative, e devo dire che sono state pienamente soddisfatte. Lo stage si è rivelato un successo sia dal punto di vista professionale che personale: mi ha permesso di imparare molto e di mettermi alla prova in un ambiente completamente nuovo.
Dove hai svolto lo stage e come ti sei trovata?
Ho avuto l’opportunità di lavorare per quattro settimane presso un’azienda tedesca chiamata ENERGIE-SPEICHER GMBH che si occupa di energia pulita, come per esempio nella rivendita di pannelli solari. Mi sono trovata davvero bene, sia con le attività lavorative che con le relazioni tra colleghi. L’ambiente era molto accogliente e stimolante, e questo ha fatto davvero la differenza.
Di cosa ti sei occupata nello specifico?
Durante le prime due settimane mi sono occupata principalmente di un lavoro abbastanza ripetitivo: dovevo copiare e incollare le ricevute degli acquisti all’interno di un file Excel. Nonostante fosse un’attività semplice, mi ha aiutata a prendere familiarità con il flusso di lavoro aziendale. Nella seconda parte dello stage, però, è arrivata la parte più interessante: mi hanno affidato la progettazione di un’applicazione che l’azienda aveva realmente intenzione di utilizzare. È stato davvero motivante vedere che si fidavano di me e delle mie idee.
Di che tipo di applicazione si trattava?
L’app che ho progettato serviva per registrare tutte le persone che, a vario titolo, entravano in contatto con l’azienda: non solo i dipendenti, ma anche i fornitori, i clienti e i venditori. Era un progetto concreto e utile e sapere che il mio lavoro avrebbe avuto un impatto reale è stato molto gratificante.
E dal punto di vista umano com’è andata?
Anche da quel lato è stata un’esperienza molto ricca. Ho avuto la possibilità di usare attivamente la lingua straniera che avevo scelto e questo mi ha aiutata a migliorare molto. In ufficio lavoravo con persone davvero in gamba e disponibili. Il mio tutor, Jean Beulke, è stato di grande supporto, così come Sofia, una collega davvero simpatica con cui ho legato molto. C’era anche un altro ragazzo, ma con lui ho avuto meno occasioni di interagire.
Hai avuto modo di socializzare con i tuoi colleghi?
Assolutamente sì! Fin da subito mi hanno fatto sentire parte del gruppo. Spesso pranzavamo insieme e con Sofia il coffee break era diventato un appuntamento fisso. C’erano anche dei piccoli piaceri quotidiani che rendevano l’ambiente ancora più piacevole, come il caffè e l’Apfelschorle, una bevanda tipica tedesca che ho imparato ad amare… tutto offerto dall’azienda!
Cosa ti porti a casa da questa esperienza?
Sicuramente mi ha insegnato molto, non solo sul piano professionale ma anche personale. Ho imparato ad affrontare un contesto nuovo come quello lavorativo e a non avere paura di chiedere aiuto quando serve. Ma soprattutto ho capito che, uscendo dalla propria comfort zone, si possono scoprire risorse che non si pensava di avere. È stata un’esperienza che mi ha fatto crescere tanto e che consiglio davvero a tutti.


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